ora, una pausa
seduta al solito tavolo grande ingombro di fogli, e sgombro la sera
un posto che non mi appartiene ma che posso accedere periodicamente.
Tuttavia, non sempre, non quando voglio.
Altri posti mi appartengono,
dove vige più libertà di movimento.
Ma immagino sia questo il punto: di volersi poter muovere
dappertutto
senza limiti né frontiere
senza mascherine, senza compromessi.
Mi hanno tolto qualcosa
ma in fondo
direbbe chiunque
non è che me la passi così male
ma io non voglio stare “non così male”
voglio stare bene nei posti che non mi appartengono.
Non mi interessano le pause
non quelle forzate, almeno.
Mi avevano detto che avrei avuto questo e quello
ma ora mi trovo a fare compromessi dal basso per reclamare anche solo un piccolo
fazzoletto d’identità
di distanza dalla noia di ogni giorno.