quello che vogliamo

Non era forse quello che desideravo? Far valere la mia voce, sentirmi ascoltata, forte, affermata nel mio ruolo che temevo non avere più una rilevanza attuale. E com’è che, dicendo ciò che provo, sono sprofondata in una tristezza ansiosa, spezzata, e ho finito per mettermi in dubbio — di nuovo?

Com’è che, sentendo che i miei pensieri sono scomodi per altri, decido di espormi per un millisecondo e poi nascondermi di nuovo dietro ad un muro di premurosa consolazione, col risultato di aver peggiorato le situazioni e di aver creato altro, fresco dolore nel mondo?

Com’è che il dolore accompagna il dolore, finché le energie si esauriscono e non resta altro che capire cosa farsene del vuoto che resta?

Leave a comment