nel posto sbagliato

e se fossi nel posto sbagliato
nel luogo inappropriato
non allineato
alle forze intrinseche che spingono
e tirano
i miei angoli, i miei contorni
aspettando che ritorni
nel mio nido vuoto e spoglio
se mi chiedi
ti direi di sì
che voglio
voglio tornare a casa
e che non voglio tornare perché voglio provare
un po’ più a lungo
finché raggiungo
uno stato d’equilibrio temporaneo
in questo luogo che non mi appartiene
al quale non desidero appartenere.

Anche quando affondo i denti dentro ad un pane dolce, soffice, farcito di fettine di mele e morbida salsa di cannella, anche quando faccio spazio per qualcosa di nuovo, nella mia piccola alcova di stabilità, anche quando un senso di familiarità mi pervade per un nanosecondo, anche quando riesco ad immaginare un futuro prossimo, due metri più avanti, anche quando in fondo non sembrerebbe richiedere un grande sforzo se improvvisamente lasciassi da parte tutte le cose che sto aspettando. Queste situazioni potrei leggerle in chiave contemporanea, come prove a sé stanti del mio potenziale d’appartenenza. Ma non lo faccio. Mi sembrano momenti di una vacanza lunghissima lontana da me stessa.

Leave a comment