il granello

Fu un granello di delusione a campeggiare nel mio petto.
Ci spese la giornata, visitando cuore, polmoni e stomaco. Si era infiltrato senza preavviso negli incavi sconosciuti dei miei organi vitali, causando un fastidio imprecisato, seppur costante.
Il granello di delusione poi mi prese per mano, mi accompagnò per le vie silenziose di una città dormiente in tarda mattinata. Mi disse: fermati, ora, e fuma una sigaretta. Io la fumai, ma feci fatica, mi disgustai e me ne pentii poco dopo, gettai la sigaretta non ancora finita in un cestino pubblico. A volte, ebbi l’impressione che il granello si fosse ingrandito, che fosse diventato seme di tristezza in cerca di un terreno fertile, che lo stesse trovando sulla distesa dei miei sentimenti straziata da un temporale imprevisto, e che io non potessi fare nulla se non sperare con tutta me stessa che non avrebbe attecchito, che forse una pioggia forte o una folata di vento l’avrebbero spazzato via, lontano dalle terre pericolose sulle quali giaceva.

Ecco, quel piccolo granello, ora forse seme, cosa avrebbe potuto farmi? Desiderai non saperlo mai.

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