14 giugno 2023
Oggi, riesco a pensare ad una sola parola: alleatə. Vedo donne per strada e guardo i loro vestiti in cerca di qualcosa di viola, qualche spilletta con sopra “STREIK”. Insomma, lə guardo e cerco in loro delle alleatə. Lə guardo in un modo diverso da come lə guardo gli altri giorni, e un po’ me ne rammarico. Mi sembra che oggi sia un giorno speciale, e vorrei che tutti i giorni fossero come questo. Vorrei, ogni giorno, scrutare i vestiti dellə altrə per vedere forme di alleanza, vedere me nei loro occhi che mi riconoscono come parte di loro, e che riconoscono di essere parte di me.
Oggi è il 14 giugno e per le strade della Svizzera, le donne e le persone appartenenti alle comunità FLINTAQ+ fanno gruppo e percorrono un pezzo di strada insieme.
(Più tardi, di sera, una volta giuntə alla fine dello sciopero, radunatə in Ni Una Menos Platz, guarderò davanti a me in modo smarrito, cercando di capire dove lasciare la mia bici. Un uomo coglierà i miei occhi vaganti, mi chiederà se ci conosciamo, io dirò di no. Cercherà di contraddirmi, dirò di nuovo no, lo supererò velocemente spingendo la mia bici, dicendo no di nuovo, no, mi irriterò, in tutta la serata è stata l’unica persona che mi ha rivolto la parola.)
Donne e persone della comunità FLINTAQ+ gridano parole che mi graffiano dentro, che rigano le pareti della mia struttura interiore. Provo un dolore difficile, vorrei piangere.
Dopo i discorsi torno a casa sulla mia bici, ma non canto, non parlotto tra me e me come spesso mi ritrovo a fare.
Silenziosamente verso
lacrime di stanchezza e dolore
condivisi.