ecco una poesia veloce (la prima)
rubata in un momento di pausa – forzata
mai riletta,
scribacchiata veloce in digitale
con la musica in pausa.
un fiume placido – oggi – a destra
una cucina vuota – sempre – a sinistra
una pianta di caffè (viva)
una finestra dalla quale si scorgono altre finestre.
ecco una poesia veloce
mi dico: sono io, sempre io, anche se scrivo poco
– ma in realtà scrivo tantissimo, solo su carta, ogni mattina.
penso a giorni meno frenetici ma più veloci
alla mia bicicletta con la catena arruginita
a tutte le rotazioni che può compiere un ginocchio
alla bellezza del movimento,
al conforto del silenzio, dei passi lenti,
al sole caldo di quest’estate lunga.
al gelato, al fiume, al caffè, ai sandali
– alla pelle salata
– al profumo d’estate sui vestiti.