L’altra mattina, dopo appena due pedalate, mi cade la catena della bici. È una piccola scocciatura che mi accade regolarmente, ma ormai, ho imparato a gestirla con pazienza. So come ri-infilare gli anelli della catena unta e nera ad uno ad uno sulla ruota dentata. So che mi sporcherò le mani e per questo porto un paio di guanti di lattice infilati sotto al sellino della bici.
Dunque, mi fermo sul marciapiede, poso a terra il mio zaino, capovolgo la bici, infilo i guanti, ed inizio a maneggiare. Poco dopo si avvicina un uomo, mi chiede se io abbia bisogno di aiuto, dico di no, si allontana. Poi mi ricordo che di lì a poco avrei una riunione, chiamo il mio collega, gli dico che sarò appena un attimo in ritardo, mi riadopero per riagganciare la catena.
Ancora non ho iniziato che l’uomo che prima mi aveva chiesto se avessi bisogno di aiuto, si riavvicina ed inizia a maneggiare la mia bici, la mia catena, a fare il lavoro che stavo facendo io, che volevo fare io, da sola. Certo, in due ci mettiamo di meno – ma lui non conosce la mia bici, fa dei movimenti che non hanno senso, ed io, nel frattempo, ho perso la mia voce…anche quando gli spiego che no, girare i pedali in una certa direzione non funziona, mi sembra che avrei potuto dirgli qualsiasi altra cosa, tipo che le anatre viola non sono di stagione.
Una volta riagganciata la catena se ne va con le mani tutte sporche di grasso – gli avevo offerto un paio di guanti in lattice, che lui aveva rifiutato – ed io, capovolgendo la mia bici con un unico movimento esperto, continuo la pedalata fino al lavoro.
Mi è rimasto un pensiero fisso, un senso lieve d’ingiustizia, un’amarezza che non ho saputo come giustificare per molto tempo. Quell’uomo mi aveva aiutata, aveva compiuto un atto altruista, no? Però perché io, nella stessa situazione, se qualcunə avesse rifiutato il mio aiuto, me ne sarei andata lasciandolə in pace?
Settimana scorsa, parlandone con un’amica, alla domanda “ma tu gli hai detto che non volevi aiuto?” io ho saputo rispondere subito “sì”, e in quel momento ho capito che anche per una sciocchezza del genere, una catena floscia, caduta, che si era sganciata mentre cambiavo le marce, la mia volontà non aveva avuto peso né valore ed era stata cancellata senza pensarci due volte.