Come un’ombra,
un mantello scuro animato da uno spirito invisibile,
il tuo passato guida i tuoi gesti.
C’è nostalgia nel tuo sguardo
quasi i tuoi occhi non vogliano vedere altro che
una versione delle cose
sbiadita dal tempo.
Quando parli di te,
parli di qualcun’altro: una persona
che nessuno vede
– non più –
che tutti hanno pensato
abbia smesso di esistere anni fa.
Non sei più chi eri,
e invece lo sei ancora:
ti inabiti completamente.
Il mondo fuori non è il tuo mondo,
il mondo dentro non esce
– tu, non ne esci.
Penso alla mia vita che è andata avanti
mentre la tua
sembra aver preso una via laterale che,
allontanandomi,
fatico ormai a scorgere.
Eppure,
sento istanze di cristallizzazione
– preghiere mute, desideri straziati
d’immobilità.