altri frammenti di tempo

Avevi detto appena
vaghe parole e frasi
soltanto abbozzate,
mai iniziate – già finite, troppo in fretta
come un sogno prima di svegliarsi.

C’erano stati un tema, una domanda,
ma anch’essi ormai paiono
coincidenze fortunate
– ed io, oggi,
non sono sicura che allora parlassimo
delle stesse cose.

Però mi era piaciuto pensarlo,
soprattutto,
mi era piaciuto pensare a tante cose:
alle coincidenze dei ritmi,
ai pensieri che si inseguivano prima di diventare parole,
alle nostre anime docili e buone, pane di speranza.

In altri frammenti di tempo,
lontana in un treno,
in stazioni sconosciute dagli angoli polverosi,
di fronte a panorami altri
– io vedevo solo
la paralisi dell’incertezza che per molto tempo,
forse,
non ci fossimo capiti affatto.

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