grido di speranza

com’è che non mi senti gridare
da qui, da dentro
com’è che hai chiuso la porta
decenni fa
e ora non l’apri più?

com’è che non mi vedi
anche quando dici che ti guardi dentro
anche quando ti dici onesta
com’è che non resta
nulla se non ragionamenti infiniti?

com’è che non senti più il tuo corpo
che scappi da te silenziando tutto
con un moto improvviso della tua anima?
dove vai?
è forse un posto migliore, quello,
dove tutto è uguale a tutto
e non ci sono montagne né brezze né laghi
ma solo grigie distese?

com’è che hai smesso di vedere
i colori del mondo
e intorno a te comunque la vita avanza
com’è che resti ferma in questa stanza
che ti sei costriuita intorno e che chiami mondo?

com’è che nonostante tutto questo panorama d’abbandono
nonostante
il dolore di un’esistenza silenziosa
la vita dentro fa rumore e con
pazienza e pietà e carità
infinite
tenti di tirarla fuori?

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