c’è un’arancia nel mio frigo
nel cassetto delle verdure
sta lì da molto tempo
da quella mattina in cui ho fatto
tantissima spremuta
in cui l’ho sostituita ad
un’altra arancia più vecchia
più matura
ma quando la guardo
quell’arancia solitaria
penso solo al passare del tempo
alle volte che ho aperto il frigo
e c’era qualcuno in cucina con me
o ero sola
o aspettavo il gatto
o sarei uscita a prendere il gelato
e in questi frammenti di vita
del prima e del dopo l’arancia
perché c’è sempre un prima e c’è sempre stato un dopo
quel frutto diventa una macchina del tempo
e mi chiedo forse
la prossima volta che la guarderò
e penso a quando mangiarla
cosa sarà appena accaduto
e cosa starà per accadere?
ricordo di aver acquistato quell’arancia per farci una spremuta, una domenica che volevo fare i pancake, una bella colazione, che avevo un piano, che non era iniziato nulla ed io già perdevo il mio equilibro senza saperlo – e quell’arancia sarebbe rimasta lì a ricordarmi che alcune cose non cambiano, e altre possono.