scivolo piano in un giorno qualunque
– qualunque, questa dimensione altra
anonima a tratti
fatico a mettere a fuoco
e si dissolvono i contorni di quello che so.
mi hai telefonato in pausa
ma non ho sentito il telefono e
quelle frasi non dette mi sono parse
indispensabili
ormai lontano il suono delle tue parole
le inflessioni
l’intercalare perso nel vuoto
in un tempo passato
– cos’è una voce se non
una prova ultima d’esistenza?
a volte, la mia esistenza
sfoca in un’esistenza qualunque
sfocia
in un fiume d’azioni sospese
e dimensioni parallele di possibilità.
(mi hai detto, dopo, che t’era partita la chiamata per sbaglio.)