non sarà come la pizza del ristoranteti dissi. Non t'importava.Srotolammo l'impasto appiccicoso sulla tegliastaccandolo piano piano con le dita -- tu ti spazientistima mi guardavi fare. A me la tua impazienza divertiva.Discutemmo se fare una pizza bianca o no-- non volevo aprire un litro di passata per lasciarla in frigo a fare muffa,ma chissà, magari … Continue reading pizza
riflessioni sulla pluralità istintiva
Spreco molto tempo a ripudiare riflessi pseudo-altruisti (in realtà, piuttosto autodistruttivi). Per esempio, so che dovremo svuotare l'ufficio perché la pavimentazione verrà sostituita. Dovrei pensare solo alle mie cose: i miei libri, i miei appunti, le mie centomila tazze, le tavolette di cioccolata mangiate a metà, le scorte di pane tedesco per la colazione, anche … Continue reading riflessioni sulla pluralità istintiva
domande
chi sono? dove vado? e come ci arrivo?cammino piano, senza far rumore, o inciampo in radici invisibili comparse all'improvviso, come se la vita avesse deciso di farsi beffe di me, improvvisamente? mi muovo con movimenti lenti, accurati, studiati, oppure riempio lo spazio con le mie estremità, percepisco il mondo coi polpastrelli, la pelle scoperta, i … Continue reading domande
nel posto sbagliato
e se fossi nel posto sbagliatonel luogo inappropriatonon allineatoalle forze intrinseche che spingonoe tiranoi miei angoli, i miei contorniaspettando che ritorninel mio nido vuoto e spogliose mi chiediti direi di sìche vogliovoglio tornare a casae che non voglio tornare perché voglio provareun po' più a lungofinché raggiungouno stato d'equilibrio temporaneoin questo luogo che non mi … Continue reading nel posto sbagliato
lasciare andare
Rosaria sapeva che non avrebbe dovuto prendersela con sua zia. Conosceva a memoria i profili dei fatti, li rivisitava con razionalità forzata, nello stesso modo in cui si percorre a piedi il profilo di una lunga valle che conosciamo come il palmo della nostra mano, ma che ci annoia all'inverosimile. A volte, ricordando un dettaglio … Continue reading lasciare andare
quasi
"quasi" è il modo in cui mi sembra di descrivere il mondo intero. Vorrei dire: il cielo è "quasi" limpido, ma c'è una foschia leggerissima, un velo di bruma grigiastra, ci sono le scie degli aerei che sottolineano stelle invisibili e lontane. Vorrei pensare: ci sono "quasi", ma non so quanti minuscoli passi in tutte … Continue reading quasi
di lì a
Armando mi avrebbe chiamata di lì a due minuti. Nel frattempo, sentivo i palmi delle mie mani accaldarsi, ma non osavo sfregarli per paura di sentire la presenza del sudore appiccicoso. Certo, si era premurato di avvertirmi, mi aveva detto che doveva andarsene per qualche minuto, che non c'era fretta e che avremmo ripreso la … Continue reading di lì a
un modo di essere
se esiste un modo di essere, di sentirsistabili, ancorati, immuni a folate di vento freddeche sferzano un viso già rossole guance rigate di vergognae labbra piegate in una smorfia che dovrebbe essere precariama lo è stata per troppo tempo. se esiste un modo di esserenel quale non si sentono le fondamenta tremarecoi tremori del mondo, … Continue reading un modo di essere
delineare
Mi chiedevo che cosa mi avesse fatto cambiare rotta, quel pomeriggio, cercando di etichettare qualsiasi cosa mi si parasse davanti. Può darsi che non avessi abbastanza energia per vivere con la consapevolezza di non saper descrivere le diverse parti della mia vita in modo che gli altri potessero capirle. Può darsi che cercassi di rifugiarmi … Continue reading delineare
precious, but not special
The pressure of living in the moment, or to replicate feelings of past "rightness" is so haunting that I forget where I'm coming from and where I'm going. I struggle to accept normality or mediocrity of some happenings. The fact that they're not exciting in the slightest makes me feel like either I'm not putting … Continue reading precious, but not special